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Il Bigallo

In origine ospitava un oratorio e un ricovero per i trovatelli

Il Bigallo
Storia
ll nome del Bigallo ha una sua origine ben documentata che risale alla Compagnia Maggiore di Santa Maria del Bigallo, a cui era affidata la cura dell'Ospedale per pellegrini e viandanti a Santa Maria a Fonteviva, detta appunto del Bigallo.
La Compagnia di Santa Maria della Misericordia, nel 1351, ricevé in dono una casa sull'angolo del Corso Adimari al posto della quale vi costruì fra il 1352 e il 1358 un palazzetto. La nuova loggia, sebbene edificata in pieno periodo gotico, presenta, oltre alle bifore al primo piano, una loggia con archi a tutto sesto che si dice abbia ispirato il Brunelleschi nella realizzazione dello Spedale degli Innocenti e quindi nell'ideazione dei dettami dello stile rinascimentale.

La loggia, con le case vicine annesse, ospitava al pian terreno un oratorio, mentre la parte superiore era destinata a ricovero per i trovatelli: l'affresco staccato di Niccolò Gerini, oggi conservato nel museo del Bigallo, mostra proprio i capitani della compagnia che si prendono cura degli orfanelli, affidandoli alle cure di donne stipendiate per accudirli.
Un'altra attività della compagnia della Misericordia era quella della sepoltura dei morti (un'attività che tutt’oggi mantiene), suggerita anche dalle opere d'arte conservate che ricordano il mito di Tobia e Tobiolo, che secondo la Bibbia vennero perseguitati durante l'esilio babilonese perché erano soliti dare degna sepoltura agli altri ebrei nonostante il divieto ufficiale delle autorità.

A partire dal 1358 l'oratorio veniva decorato da affreschi di Nardo di Cione e dalle sculture di Alberto Arnoldi, come la grande Madonna con bambino e i due Angeli reggi candela, oggi incorniciati in un altare ligneo con nicchie dorate, dalle sculture nelle nicchie della facciata, sempre dell'Arnoldi, tra le quali la Madonna con bambino nella ghiera della porta di ingresso. Il capolavoro di quell'epoca è la Madonna della Misericordia, dove compare la più antica veduta di Firenze, nella quale si riconosce il battistero e la facciata incompleta di Santa Maria del Fiore.
Nel 1425 la Compagnia della Misericordia si fuse con la Compagnia del Bigallo e le due istituzioni - fondate da San Pietro Martire - rimasero unite fino al 1525, quando la Misericordia cambiò sede spostandosi sempre in Piazza del Duomo, prima nella chiesa di San Cristoforo degli Adimari (distrutta) poi nella sede attuale dirimpetto alla Loggia, che da allora divenne solo del Bigallo.
Dopo la fusione con la Compagnia del Bigallo (1445) arrivarono nuove opere artistiche, come le sculture nelle nicchie, la tavola bifronte della sala dei Capitani e altro.

Dopo un incendio nel 1442 il piano superiore della loggia venne ricostruito: a quest'epoca risalgono le eleganti bifore e i due affreschi sulla facciata (1444 circa) ancora presenti (dei due solo quello della Predicazione di San Pietro Martire a Firenze con il miracolo del cavallo infuriato è ancora leggibile), restaurati nell'Ottocento dal pittore Gaetano Bianchi.
Nel 1698 si tolsero le graticole di ferro trecentesche dalle arcate, che furono murate per aumentare lo spazio a disposizione dell'ospedale. Nel 1777 venne rifatta la facciata delle case della compagnia attigue alla loggia, operazione che comportò lo stacco degli affreschi di Niccolò Gerini e di Ambrogio di Baldese, purtroppo non senza subire gravi perdite, documentate da un acquerello dipinto poco prima della ristrutturazione.
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