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Istituto Sant'Ambrogio

Eretta in Ente Morale nel 1835

Istituto Sant'Ambrogio
Storia
La “Pia Casa di Rifugio di Sant’Ambrogio”, nacque dalla fusione del Convento di S. Elisabetta detto “Delle Convertite” (soppresso nel 1809 sotto la denominazione Francese e riconosciuto nel 1816 dal Governo Granducale) col ricovero di Padre Idelfondo Bottazzi, già Priore dei Carmelitani Scalzi. La Pia Casa fu eretta in Ente Morale con sovrano rescritto del 23 febbraio 1835.
Originariamente gli scopi della Pia Casa erano ricoverare nel rifugio, istruire e redimere donne e fanciulle traviate che avevano tenuto vita scorretta, ma intendevano seriamente di redimersi, ricoverare nel giardino d’infanzia i bimbi poveri del rione di Sant’Ambrogio le cui madri erano costrette a cercare lavoro fuori casa.
Successivamente, in considerazione dei cambiamenti avvenuti nei costumi della collettività nonché dei nuovi bisogni espressi dai soggetti deboli della stessa, le finalità statutarie furono modificate e rivisitate in chiave moderna, in modo da renderle più rispondenti alle mutate situazioni di disagio, quali: offrire rifugio alle donne ed ai loro bambini in gravi difficoltà e profondo disagio sociale, organizzare servizi per l’aggregazione e l’educazione dei bambini e dei ragazzi, con particolare attenzione a coloro che versano in difficoltà sociali ed economiche, occuparsi di soggetti deboli in situazione di emarginazione con particolare attenzione ai diversamente abili con l’obiettivo di costruire per loro una dignità e qualità di vita anche attraverso attività formative finalizzate a renderli autosufficienti, indipendenti fisicamente e socialmente, per quanto possibile, capaci di svolgere attività lavorative compatibili con le proprie difficoltà, anche attraverso la gestione di strutture residenziali, e con esperienze di attività formative e lavorative che esaltino le attitudini di ciascuno ed usino le singole capacità come ricchezza della collettività, svolgere compiti di promozione, di studio, di ricerca e documentazione, di formazione, anche di operatori, e di sperimentazione, di partecipazione ad altre organizzazioni ed associazioni senza scopi di lucro, di recupero e valorizzazione del proprio patrimonio.
 
Nel 2006 avvenne la fusione con le Opere Pie Fondazione “Giovanni e Silvio Fusi” e “Casa di Rifugio Emilia Picone”.
La Fondazione “Giovanni e Silvio Fusi” trasse origine dal testamento olografo del Sig. Giovanni Fusi, fu Giuseppe, del 30 gennaio 1940 e codicilli annessi, con il quale, non avendo sia lui che il fratello Silvio eredi, venne istituita una fondazione che dopo la sua morte avrebbe avuto lo scopo di erogare, con le rendite del proprio patrimonio, sussidi annuali per pigione a favore di famiglie povere della città di Firenze, di buonissima e certa morale che avessero un numero di figli conviventi non inferiore a sei. Il patrimonio composto da beni immobili, da titoli e valori, era gravato dall’usufrutto vita natural durante a favore della moglie Ida.
 
Eretta ad Ente Morale con Decreto del Capo Provvisorio dello Stato dell’11 Settembre 1947 con il quale veniva, altresì, approvato lo statuto organico, aveva la sede presso l’E.C.A., Ente Comunale di Assistenza di Firenze. Lo statuto fu rivisto nel 1992, riducendo da sei a tre il numero di figli per accedere al sussidio.
L’Opera Pia “Casa di Rifugio Emilia Picone” trasse origine dal testamento olografo del Sig. Ugo Frilli, fu Giuseppe, del 31 dicembre 1923. Eretta Ente Morale con Regio Decreto dell’15 aprile 1926, aveva sede presso la Congregazione di Carità di Firenze. Il patrimonio era gravato da usufrutto a favore della moglie Emilia Picone. L’Opera Pia aveva lo scopo di “provvedere gratuitamente, nel limite dei propri mezzi, al ricovero mantenimento, educazione morale e fisica, ed alla istruzione delle bambine povere cattoliche maggiormente derelitte ed abbandonate ed aventi il domicilio di soccorso nel Comune di Firenze. Le ricoverate ricevono l’istruzione elementare nell’istituto con le norme stabilite dalle leggi vigenti”.
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