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Sant'Agnese

In un'antica struttura ospitaliera intitolata a Sant'Agnese e Sant'Onofrio

Sant'Agnese
Storia
La struttura sorge in Via Guelfa, proprio nelle immediate vicinanze di Piazza Indipendenza e di Via Nazionale, dove anticamente si trovava la chiesa dei Padri Gesuati, detta della Trinità Vecchia.
 
L’lstituto è gestito dall’antica Compagnia del Bigallo. Qui ebbero sede le compagnie di San Paolo e San Giovanni Evangelista, soppresse nel 1785 dalle riforme del Granduca Pietro Leopoldo.
La compagnia di San Paolo, nata il 27 novembre 1424, si chiamava anticamente “Buca di San Paolo” ed era sorta per iniziativa di undici giovani che desideravano pregare ecompiere “altre cose buone e spirituali’. Si trattava di una compagnia notturna, cioè che celebrava con tornate il sabato notte e le vigilie delle festività più importanti.
La compagnia di San Giovanni Evangelista usava gli stessi locali del convento ed era composta da fanciulli dai tredici ai ventiquattro anni, che si dedicavano all’attività canora e recitativa, di messinscena sacre. Essi si esibivano in un vero e proprio teatro. Non si conosce la data esatta di fondazione della compagnia, ma deve essere anteriore al 1409, quando è già documentata come attiva. Dal 1427 prese sede in via dellAcqua. Dopo la soppressione delle compagnie i locali vennero adibiti a sede dell’ospizio di Sant’Onofrio, per ventisei vecchi e ventinove vecchie, che era gestito dalla Compagnia del Bigallo.
Tra le altre istituzioni incamerate nel Bigallo che trovarono sede in via Guelfa, particolarmente importante è il ricovero di Santa Agnese, che ha dato il nome all’edificio.
La Compagnia di Santa Maria delle Laudi del Carmine detta di Santa Agnese, fondata nel 1429, manteneva dal 1403 un ospizio per vedove sole in una casa di piazza del Carmine che trasse il nome dalla patrona del sodalizio.
Per ordine del granduca l’istituzione dovette successivamente trasferirsi in un edificio di Borgo San Frediano, oggi contraddistinto dal n. 41, sul quale fino al 1927 si riusciva a intravedere un affresco raffigurante Santa Agnese che riunisce le vedove sotto il proprio mantello. La struttura assistenziale, governata per secoli dalla confraternita di Santa Agnese, era destinata a sei vedove povere, di età superiore ai 40 anni, senza figli, che non avessero svolto nel passato l’attività di serva, levatrice o “rivenditora”. Poiché alla morte delle ospiti l’ente ne diveniva erede, era ricco di numerosi arredi.
Nel 1785, alla soppressione della confraternita di Santa Agnese, i beni ed obblighi furono trasferiti alle Scuole Leopoldine; chiuse anche queste, il patrimonio fu incamerato dal Bigallo. L’ospizio fu spostato in via Guelfa nella casa adiacente al dormitorio di Sant’Onofrio e lo statuto organico del Bigallo incluse anche le norme disciplinari per Santa Agnese.
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