Per ottimizzare la tua esperienza di navigazione questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione si autorizza l'uso dei cookies. Maggiori informazioni  
Accetto
NOTIZIE

Come il volto di mia madre

Un modo diverso per ricordare l'11 settembre, un giorno tristemente noto nella storia di questi ultimi 50 anni per gli attacchi terroristici del 2001 negli Usa e per il colpo di stato in Cile del 1973. Mercoledì 11 settembre alle 17.30, nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, con l’evento “Come il volto di mia madre”, si ricorderà il viaggio straordinario che Don Danilo "Cuba" Cubattoli fece in Africa fino alla vetta del Kilimangiaro. L'impresa di un uomo che, il 25 aprile (festa della Liberazione) del 1954, partì dalla nostra città per un'avventura che l'avrebbe portato ad attraversare molte nazioni portando con se una testimonianza di pace, dialogo e grande solidarietà umana. Don Cuba e l'amico Stefano Ugolini partirono in motocicletta portando 10 lettere, una per ogni paese attraversato, che il sindaco di Firenze Giorgio La Pira aveva scritto ai vari governanti come fattivo auspicio di dialogo tra popoli. Raggiunsero il Kilimangiaro dopo molti mesi e 19mila km percorsi. L’11 settembre di quell’anno Don Cuba celebrò messa sulla vetta della montagna emblema del continente africano, tracciando un simbolico ponte tra culture e paesi tanto lontani quanto diversi, ma tutti ugualmente bisognosi di un vero messaggio di pace e fratellanza.

 
data notizia: 10/09/2019

Un modo diverso per ricordare l'11 settembre, un giorno tristemente noto nella storia di questi ultimi 50 anni per gli attacchi terroristici del 2001 negli Usa e per il colpo di stato in Cile del 1973. Mercoledì 11 settembre alle 17.30, nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, con l’evento “Come il volto di mia madre”, si ricorderà il viaggio straordinario che Don Danilo "Cuba" Cubattoli fece in Africa fino alla vetta del Kilimangiaro. L'impresa di un uomo che, il 25 aprile (festa della Liberazione) del 1954, partì dalla nostra città per un'avventura che l'avrebbe portato ad attraversare molte nazioni portando con se una testimonianza di pace, dialogo e grande solidarietà umana. Don Cuba e l'amico Stefano Ugolini partirono in motocicletta portando 10 lettere, una per ogni paese attraversato, che il sindaco di Firenze Giorgio La Pira aveva scritto ai vari governanti come fattivo auspicio di dialogo tra popoli. Raggiunsero il Kilimangiaro dopo molti mesi e 19mila km percorsi. L’11 settembre di quell’anno Don Cuba celebrò messa sulla vetta della montagna emblema del continente africano, tracciando un simbolico ponte tra culture e paesi tanto lontani quanto diversi, ma tutti ugualmente bisognosi di un vero messaggio di pace e fratellanza.