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Polo Accoglienze Temporanee (PAT)

Montedomini è il soggetto dedicato alla gestione del sistema delle accoglienze temporanee a livello cittadino

Una delle camere degli ospiti
L’ASP Firenze Montedomini, secondo gli scopi istituzionali definiti nello statuto art. n 3 (Area Accoglienza e Inclusione Sociale) ed in virtù della delibera di Giunta della Società della Salute di Firenze n. 26 del 27.06.2011 (Determinazione ASP n. 252 deI 21 novembre 2011 - Convenzione per il coordinamento e la gestione delle funzioni inerenti l’accoglienza e l’inclusione sociale a favore di utenti assistiti dal comune di Firenze", e successive modifiche), è individuata quale Polo dell’accoglienza e dell’inclusione sociale come soggetto dedicato alla gestione del sistema delle accoglienze temporanee. Il Servizio Polo delle Accoglienze Temporanee (P.A.T.) coordina, verifica e controlla le azioni relative ai progetti ed agli interventi destinati all’accoglienza di persone che versano in condizione di disagio sociale ed economico, in collaborazione con i soggetti gestori delle strutture e dei Servizi Sociali territoriali, istituzionali e non istituzionali. L’osservazione ed il monitoraggio svolto dal Polo delle Accoglienze temporanee, in collaborazione con i Servizi Sociali e con le realtà del Terzo Settore impegnate in tema di contrasto alla povertà, descrive una realtà complessa ed in continuo cambiamento. Le condizioni di disagio economico e la vulnerabilità sociale dei cittadini cresce costantemente. Le categorie di persone in stato di povertà ed a rischio di esclusione sociale, inoltre, si modificano per tipologie di problematiche e gradi di povertà parallelamente ai cambiamenti sociali, politici ed economici nel corso del tempo. I servizi, sia pubblici che del privato sociale ai quali si rivolge un numero sempre maggiore di persone, incontrano e si confrontano con forme plurali e differenziale di povertà: non più solo cittadini privi di reddito, ma è forte la compresenza di altri fattori che incidono pesantemente sulla condizione del disagio individuale, come la disgregazione dei legami familiari, la fragilità delle reti di sostegno secondarie, l’espulsione dal mondo del lavoro, la perdita della casa, la dipendenza da sostanze, le malattie croniche, ecc. Anche la realtà delle donne che vivono in precarietà, soprattutto nel periodo invernale, è cresciuta moltissimo: disagio e insicurezza aumentano in maniera incontrollata anche dal punto di vista sanitario.

Le strutture di accoglienza sono generalmente gestite attraverso un rapporto convenzionale che definisce le modalità attraverso le quali è erogato il servizio ed allo stesso tempo i livelli qualitativi dell’offerta delle prestazioni, che sono omogenee in relazione ai destinatari ed al livello di accesso al Sistema articolato nell’ottica della filiera dei servizi sociali come segue:

  • strutture di primo livello: pronta accoglienza notturna e pronta accoglienza residenziale, destinate a uomini soli e donne sole e/o madri con figlio/i;
  • strutture di secondo livello: accoglienza e percorsi di autonomia attraverso le politiche attive con annesso centro diurno convenzionato ad alta integrazione sociosanitaria e accoglienza e percorsi di autonomia attraverso le politiche attive di area penale, accoglienza e percorsi di autonomia attraverso le politiche attive, destinate rispettivamente a uomini soli, donne sole e/o madri con figlio/i, nuclei familiari;
  • strutture di terzo livello: accoglienze residenziali verso l’autonomia attraverso le politiche attive, destinate a uomini soli, donne sole e lavoratori immigrati;
  • strutture di quarto livello: accoglienza residenziale medio/lungo periodo, protezione sociale verso i Servizi per la non-autosufficienza, destinate a uomini soli e donne sole. 

Presso ogni struttura si svolge il servizio di accoglienza notturna con fornitura e cambio degli effetti letterecci, è presente un servizio di sportello di ascolto, un servizio di sostegno alla persona, seppur a bassa intensità assistenziale, un servizio educativo per garantire il collegamento con i
Servizi Sociali del territorio. In alcuni casi, le stesse strutture erogano la colazione ed un pasto giornaliero.
 
Le procedure di ammissione, di definizione del Piano Assistenziale Individuale, di verifica e di dimissione degli utenti sono realizzate con le modalità previste dal Protocollo Operativo per i servizi di accoglienza e di inclusione sociale di utenti assistiti dal comune di Firenze, concordato tra Direzione Sicurezza Sociale, ASP Firenze Montedomini e SIAST e approvato con apposito atto dirigenziale.

Le strutture, che rientrano nelle tipologie definite dall’art. 22 della L.R. n. 41/05 (“strutture di accoglienza diurna o notturna, tese a soddisfare bisogni primari di vita delle persone che versano in gravi condizioni di disagio economico, familiare e sociale”), sono destinate a cittadini residenti e non residenti nel comune di Firenze, italiani e stranieri, uomini soli, donne sole, donne con uno o più figli minori, nuclei familiari.

In particolare, i destinatari sono tutte persone autosufficienti e le strutture si declinano come segue in:
a) Strutture per donne sole/uomini soli.
b) Strutture per nuclei familiari monogenitoriali (madre con bambino/i)
c) Strutture per nuclei familiari (genitori e figli)