Sono presenti tutti i membri del Consiglio di Amministrazione (di persona e da remoto) e il Direttore Generale Dott. Emanuele Pellicanò che in conseguenza del suo stato di salute si è collegato tramite Google Meet. Per il Collegio dei Revisori sono presenti il Presidente Dott. Roberto Franceschi e la Dott.ssa Francesca Firorelli.
Il CdA di Montedomini, insediatosi a inizio dicembre 2024, ribadisce che l’ASP Firenze Montedomini non è una Società partecipata del Comune, bensì un Ente Pubblico. L’ASP opera senza beneficiare di contributi pubblici destinati alla gestione ordinaria e, così come previsto dal suo Statuto, agisce in autonomia patrimoniale, finanziaria e contabile dovendo operare con criteri imprenditoriali e con obbligo di pareggio di bilancio.
Il suo patrimonio immobiliare, costituitosi in 550 anni di storia dell’Azienda, è sempre stato utilizzato per sostenere gli anziani e la popolazione fragile presente sul territorio.
Attualmente il patrimonio immobiliare dell’Azienda è composto da 232 unità immobiliari totali e non 428 come erroneamente dichiarato da qualcuno. Si ritiene opportuno ricordare che proprio pochi giorni fa sono stati inaugurati 15 nuovi appartamenti del Villaggio Montedomini destinati esclusivamente a soggetti fragili, che ne sono già entrati in possesso, nello spirito di sviluppo di nuovi progetti e modelli di assistenza dell’ASP in attuazione del suo oggetto sociale. Il patrimonio immobiliare è così suddiviso:
- 3 sedi istituzionali corrispondenti all’1% del patrimonio immobiliare totale. In queste nel dettaglio troviamo Montedomini Sede, San Silvestro e l’Educatorio Il Fuligno;
- 10 altre unità immobiliari libere non abitative, cioè il 4% del patrimonio di Montedomini;
- 14 unità immobiliari libere inserite nel piano delle alienazioni (approvato nel 2022) cioè il 6% del patrimonio immobiliare;
- 29 appartamenti liberi, ovvero il 13% del patrimonio totale;
- 30 fondi locati ad uso commerciale e/o artigianale corrispondenti al 13% del patrimonio complessivo;
- 30 unità immobiliari locate ad uso abitativo non residenziale, cioè il 13% del patrimonio;
- 38 unità immobiliari locate a persone fisiche, ovvero il 16% del patrimonio;
- 78 unità immobiliari con uso sociale, cioè il 34% del patrimonio.
L’intero patrimonio immobiliare, rispetto al bilancio aziendale totale, rappresenta il 19% dei ricavi (ndr, corrispondente a 2.289.789€ nel 2025) mentre il resto dei ricavi proviene da rette RSA/RA/Centro Diurno e altre entrate derivanti da attività istituzionali di natura sociale.
Le risorse derivanti dalle locazioni risultano fondamentali per il conseguimento del pareggio di bilancio come previsto dalla legge regionale di riferimento delle ASP (vedi L.RT. 43/2004 – art. 13), senza le quali l’Azienda non può garantire il perseguimento dello scopo sociale a tutela degli anziani e dei fragili. Si ribadisce, fra le altre cose, che le entrate del patrimonio consentono a Montedomini di applicare tariffe per le RSA notevolmente inferiori ai prezzi applicati dagli altri soggetti nel campo dell’assistenza agli anziani, come risulta dai dati ufficiali consultabili sul Portale RSA di Regione Toscana.
Al fine di non gravare sulla collettività e, in particolare, sulle attività socio-assistenziali è evidente che eventuali restrizioni dei proventi derivanti dal patrimonio immobiliare dovrebbero essere compensate con altre entrate difficilmente reperibili.
Per quanto concerne le locazioni che non vietano lo svolgimento dell’attività turistico ricettiva in presenza dei requisiti di legge, si rileva che queste ammontano, nel complessivo utilizzo del patrimonio, ad una percentuale pari al 13%, di cui solo 11 con affitti brevi (corrispondenti al 5%).
Nonostante l’accertata bassa percentuale di detto utilizzo, le polemiche, talvolta gravemente diffamatorie emerse in questi giorni, hanno evidenziato un vivace dibattito sulle politiche abitative in città che, come Ente Pubblico, non possiamo ignorare. Alla luce di questo confronto, allo stato attuale, ci risulta che l’Azienda abbia agito nella piena legalità e nel rispetto del Regolamento ad oggi in vigore. Il CdA ritiene comunque opportuno valutare con attenzione detto Regolamento (con ultima modifica avvenuta nel 2018) in virtù dei mutati scenari.
A questo proposito accoglie con estremo favore la proposta pervenuta dal Comune di Firenze di partecipare ad un tavolo tecnico di confronto che possa dare un fondamentale contributo alla revisione di detto Regolamento.
E’ doveroso precisare che fino ad oggi molti immobili da ristrutturare sono stati messi a bando con la previsione di investimenti a fondo perduto da parte degli assegnatari dei bandi in misura quantificata in circa 70% dei costi di ristrutturazione. Il residuo 30% veniva previsto come investimento recuperabile attraverso uno scorporo dei canoni locativi. Le quantificazioni di detti canoni non potevano non tenere conto del fatto che l’assegnatario doveva fare un forte investimento in gran parte non recuperabile. La quantificazione della congruità dei canoni, già verificata dall’organo di controllo, proprio per le complessità delle operazioni è stata effettuata da professionisti di volta in volta incaricati attingendo dall’Albo fornitori. Su questo punto il CdA procederà in ogni caso a verificare una eventuale ottimizzazione delle procedure fino ad oggi eseguite dagli uffici anche in ordine alla durata delle locazioni in questione. In particolare, in data odierna, sia il CdA che il Collegio dei Revisori hanno chiesto agli uffici competenti un aggiornamento, ad oggi, di tutti questi dati.
Per quanto concerne la circostanza della richiesta di un CIN da parte di un soggetto che si è dichiarato conduttore nel 2024 di un bene immobile messo a bando l’anno successivo (2025) e, quindi, ancora nella piena disponibilità dell’ASP, il CdA ha deliberato di fare piena luce su questo episodio e su come questo possa essere accaduto. In conseguenza di ciò ha deliberato di conferire l’incarico ad un collegio difensivo composto dagli avvocati Duccio Maria Traina e Nicola Boschi, i quali già contattati hanno espresso la loro disponibilità, fatto salvo il perfezionamento dell’incarico con l’accettazione dei rispettivi preventivi. Detto incarico sarà esteso anche alla tutela dell’immagine e della reputazione dell’Azienda a fronte delle gravissime affermazioni diffamatorie apparse in quest’ultimo periodo; in tutti i casi sia in sede civile che in sede penale.
Preso atto del fatto che il Direttore Generale Dott. Emanuele Pellicanò è tuttora in malattia e motivi di urgenza per la gestione dell’Ente rendono necessario in via temporanea e provvisoria conferire una delega per le sue funzioni, incarica il Dott. Marco Uccello di esercitare le stesse funzioni fino alla data del 30/09/2026, salvo minor periodo in caso di rientro del Direttore. Ciò fatta salva una più ampia decisione in ordine all’assetto della struttura da deliberare in una delle prossime sedute del CdA.
In risposta al comunicato stampa di ieri a firma di “Salviamo Firenze X Viverci” si precisa che i bandi, unitamente allo schema di contratto sempre allegato al bando, sono stati pubblicati attraverso il sito istituzionale dell’ASP mai con tempi inferiori a 30 gg di calendario, oltre ai 15 giorni in cui la pubblicazione è avvenuta anche attraverso l’Albo pretorio online.
Per tutte le altre contestazioni ci si riporta ai punti sopra precisati per una dettagliata descrizione dei fatti ricostruiti in maniera, quantomeno inesatta, dalla stessa associazione. A questo proposito si ribadisce che le affermazioni gravemente diffamatorie saranno perseguite in ogni sede attraverso gli incarichi ai legali sopranominati.
Il Consiglio di Amministrazione di ASP Firenze Montedomini

Fondazione Montedomini
