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Quando la musica si trasforma grazie alle voci e ai testi degli anziani delle RSA e dei centri disabili: la finalissima del “Festival della Canzone Divergènte”

Il più grande evento italiano di songwriting terapeutico di “community music therapy” e delle “music-based activities”


data notizia: 20 Feb 2026

Giovedì 19 febbraio 2026 alle 15.00 al Teatro “La Fiaba” di Firenze si è svolto l’evento conclusivo del “Festival della Canzone Divergènte”: l’iniziativa finale durante la quale si sono esibite otto strutture socio-assistenziali (RSA, Centri Diurni e Centri Disabili) dell’area metropolitana di Firenze che nel corso dei mesi precedenti hanno scritto i testi, la musica e cantato le canzoni che si sono sfidate in questa avvincente finalissima.

Il Festival della Canzone Divergènte rappresenta un’esperienza collettiva unica nella quale la musica diventa strumento di incontro, partecipazione e narrazione condivisa. Un percorso che ha coinvolto numerose strutture del territorio, dando vita a laboratori musicali in cui operatori, musicoterapeuti e anziani hanno collaborato alla scrittura e alla composizione di brani originali per questo Festival. Un progetto che si caratterizza anche per la sua natura profondamente inclusiva: in questo scenario unico le canzoni si cantano, si ascoltano e si scrivono attivamente insieme agli anziani, trasformando la creazione musicale in un’occasione di espressione condivisa e di scambio reciproco.

Le canzoni in gara durante la finale sono state due per ogni struttura. Nel dettaglio le esibizioni hanno visto susseguirsi le seguenti performance che hanno coinvolto circa 150 anziani: per RSA S. Giuseppe (di Consorzio Zenit) “L’essenziale” e “Penso al mio figliolo”; per il Centro Diurno Athena e la RSA S. Silvestro (di ASP Firenze Montedomini con gestione di Cooperativa Elleuno) “Il gatto S. Silvestro” e “Amelia sulla sedia”; per RSA Chiarugi (di Fondazione Vincenzo Chiarugi della Misericordia di Empoli) “Ohi, ohi, ohi” e “D’Empoli siam le donne”; per Liete Dissonanze “Vortice emozionale” e “Bambini ai mercatini”; per RSP Madre Fernanda/RSD Ambrogina (di Consorzio Zenit e Il Girasole) “Il portone della vita” e “Quando avremo l’età”; per RSA Paolo Sesto “Canto per le strade di Firenze” e “CHUPA, CHUPA”; per RSA Delfino (di Delfino Residenze) “I nostri ricordi” e “Ballata della gentilezza” e, infine, per la RSA Gignoro (di Diaconia Valdese – Servizi salute) “Come una famiglia” e “Ricordi di gioventù”.

Le canzoni nate in questo processo creativo e divergènte sono state presentate sul palco, dando voce e musica alle emozioni e alle sensazioni che hanno ispirato i partecipanti. Al termine delle sedici esibizioni una giuria scelta ha assegnato premi con categorie differenti così da riconoscere l’impegno collettivo e l’originalità delle composizioni che celebra un percorso condiviso e mette al centro le relazioni e la partecipazione attiva.

«Un’iniziativa significativa – ha dichiarato l’assessore al Welfare Nicola Paulesu – che dimostra concretamente come la cultura possa diventare strumento di inclusione, benessere e partecipazione attiva. La musica, in questo percorso, non è stata soltanto espressione artistica ma un fortissimo viatico per rafforzare legami, restituire centralità e voce agli anziani e alle persone con disabilità. Creatività, condivisione, comunità sono al centro di questo progetto che è ennesima riprova di come Firenze con le sue realtà sia attenta alla cura delle persone e alla tutela dei suoi cittadini più fragili. Ringrazio gli operatori, i musicoterapeuti e tutti i partecipanti che hanno reso possibile questa bella esperienza».

«Il “Festival della Canzone Divergènte” rappresenta un nuovo esempio concreto di come arte e sociale possano incontrarsi creando valore e legami generativi – ha dettagliato il Direttore Generale di ASP Firenze Montedomini Emanuele Pellicanò – dando voce direttamente agli anziani e riconoscendo loro il ruolo fondamentale nella comunità: scrivere canzoni insieme agli anziani è divenuto un vero atto di cura, ascolto e benessere tangibile anche sui ricordi degli ospiti coinvolti. Ogni brano è il frutto di emozioni condivise in un tempo nel quale storie e parole si intrecciano e meritano di essere raccontate: la musica ha fatto da ponte, trasformando ogni incontro in un momento di espressione e relazione autentica».

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